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BloB Informatico - Il blog di Marco Cipriani

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Ciao a tutti. Lavoro per una nota società di telecomunicazioni.
Curo anche la rubrica quindicinale l'Angolo Informatico per il Corriere del Trentino con cui collaboro dal 2005. Alla voce Articoli potete trovare alcuni dei pezzi pubblicati.
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28 Febbraio 2006RSF torna sul caso Li Zhi:
"Yahoo! ha collaborato con Pechino"

       

Reporters Senza Frontiere torna ad accusare pesantemente Yahoo! sul caso Li Zhi. Stavolta l'organizzazione è venuta in possesso di una copia delle carte della sentenza con cui i giudici cinesi, nel dicembre 2003, avevano condannato a otto anni di carcere Li Zhi, reo di aver pubblicamente denunciato su Internet, la corruzione dilagante tra i burocrati del Partito Comunista Cinese. Proprio nelle motivazioni della sentenza, secondo RSF, emerge il ruolo ricoperto da Yahoo!, che avrebbe fornito informazioni chiave alla la polizia cinese. Inoltre l'organizzazione ha aggiunto:"Il fatto che operi in Cina attraverso il partner locale Alibaba, non assolve in alcun modo Yahoo! dalle relative responsabilità etiche".
RSF stigmatizza ancora il comportamento esecrabile di tutte le Internet-Company americane:"E' inaccettabile che le società degli Stati Uniti debbano trasformarsi in aiutanti di un governo che calpesta sistematicamente il diritti alla libertà dell'espressione degli utenti Internet".
Dunque, la cooperazione tra il gigante statunitense e Pechino per combattere i dissidenti cinesi era cominciata molto tempo prima che il "sozzo bubbone" finisse sulle prime pagine dei giornali. Non siamo di fronte a collaborazioni occasionali, qui si parla di prassi consolidate. E chissà di quante vicende simili ignoriamo persino l'esistenza. sostituita l'icona con il testo "Permalink" -->

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27 Febbraio 2006Dense foschie
sul futuro del Web

       

Se non l'avete già fatto, andatevi a leggere l'articolo di Massimo Mantellini su Punto Informatico. E' un articolo "pesante", particolarmente adatto al lunedì, giornata nella quale nebulose foschie si addensano sulla settimana di lavoro e fanno apparire lontano il prossimo weekend.
Anch'io ho trattato più volte gli argomenti proposti da Massimo (spero non si offenda se lo chiamo familiarmente per nome), anche se forse l'ho fatto più proponendo le notizie che non attraverso un'analisi generale.
Il punto di arrivo però è comune: il cerchio attorno alla Rete si sta stringendo. Le mosse dei protagonisti di tale azione (governi, telco, provider, produttori di software) possono sembrare slegate e a volte non salgono nemmeno agli onori della cronaca, ma la realtà è che si sta cercando di imbavagliare Internet e le libertà di pensiero, cultura e azione permesse dal Web. E' come se ci fosse un accordo non scritto tra tutti i soggetti in gioco: i Governi si prefiggono di poter controllare tutte le forme di comunicazione; le major vogliono tornare a fare colossali guadagni con musica e film (anche se ora non stanno certo morendo di fame!); i software maker desiderano tornare a ricavare lauti compensi (quando mai hanno smesso!) dalla vendita di programmi e sistemi e, proprio come le major, sono stanchi di spendere tempo e denaro per combattere la pirateria; le telco infine sognano di privilegiare sulle proprie linee solo i servizi che reputano maggiormente remunerativi.
Insomma è in atto una sorta di restaurazione (degna erede del tentativo portato avanti da Metternich con il Congresso di Vienna del 1815) che riporti le cose ai tempi pre-Internet, quando tutto era lento, prevedibile e controllabile. Mi piacerebbe poter dire che la storia non può essere fermata e che qualsiasi tentativo di rimettere indietro le lancette del tempo risulterà vano. Ma i grandi attori di questa restaurazione si stanno applicando con mezzi e scientificità certosina e vedo all'orizzonte deboli segnali di opposizione, specie nei posti che contano.
Sia chiaro: qui nessuno contesta la necessità di controllo delle comunicazioni via Internet da parte dei Governi per fini investigativi, o il diritto delle società a difendere il proprio business, ma si auspica che ciò avvenga nel rispetto dei diritti fondamentali dell'individuo e senza violare le libertà degli utenti.
Altrimenti, oltre a rischiare il ridimensionamento delle opportunità che Internet attualmente garantisce, l'umanità potrebbe perdere un bene estremamente prezioso: la libertà di espressione, di comunicazione e di cultura. sostituita l'icona con il testo "Permalink" -->

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24 Febbraio 2006Nasce EVERPLAY,
nuovo standard per le immagini digitali

       

News per i patiti di fotografia (e non solo).
Il 22 febbraio Fujifilm, Kodak e Konica-Minolta hanno ufficializzato la nascita di EVERPLAY, un nuovo standard per le immagini digitali. Nelle intenzioni delle aziende creatrici, Everplay dovrebbe prevenire problemi di interoperabilità con i prodotti che in futuro saranno utilizzati per la visione e l'organizzazione delle foto digitali. Proprio per garantire la massima compatibilità con i sistemi futuri, il nuovo formato fa uso dello standard Xml.
Le tre società, che faranno partire subito un "free license program", hanno lanciato un appello a tutte le Company impegnate nella costruzione di apparecchi fotografici perchè adottino il nuovo standard, soprattutto per salvaguardare al più presto le foto degli utenti.
La causa sposata dai tre moschettieri della fotografia mi sembra estremamente valida, visto che fino ad ora ogni brand aveva cercato di risolvere il problema per conto proprio. Vedremo se altri marchi blasonati, come Nikon e Canon, aderiranno all'iniziativa.

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24 Febbraio 2006Google:
stop a Page Creator.
Troppo successo può far male

       

Come prontamente segnalato dal mio amico Mirko nel commento al post di ieri, Google, per ora, non accetta più adesioni al servizio Page Creator: le richieste giunte sono troppe. Questo il messaggio presente sul sito:"Due to heavy demand, we are unable to offer new accounts for today. If you'd like to be added to our waiting list, please enter your email address".
Speriamo che non accada ciò che si è già visto per Google Analytics; ho avanzato la mia richiesta più di due mesi fa, ma ancora non ho ricevuto "l'invito" per poter usufruire del servizio. Mi sembra il caso di stigmatizzare anche le brutte figure della creatura di Brin e Page.


Page Creator conferma una tendenza: qualsiasi cosa Google tocchi si trasforma in oro. Neanche il fatto di essere sceso a patti con il Governo cinese per filtrare i risultati delle ricerche è riuscito ad incrinare la fiducia del popolo della rete nell'azienda americana.
Al contrario, Yahoo e Microsoft, rei di comportamenti simili, hanno patito un danno d'immagine sicuramente maggiore. Un esempio? Mi sono arrivate già 5 mail (tipo catene di S. Antonio) che invitavano ad abbandonare eventuali indirizzi di Yahoo ed a utilizzare servizi di posta alternativi. Forse sarebbe meglio che tutti noi analizzassimo gli eventi con maggiore obiettività. I comportamenti che limitano la libertà e favoriscono la censura vanno sempre combattuti, anche se chi li favorisce ci è "molto simpatico".

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23 Febbraio 2006Google Page Creator:
un sito web in 5 minuti.

       

Nuovo servizio gratuito offerto da Google.
Stavolta si tratta di Google Page Creator, un editor on-line che permette di creare un sito web in modo semplice e senza richiedere alcuna conscenza di programmazione. Per la pubblicazione del sito, Google offre un dominio di terzo livello (del tipo http://utentegmail.googlepages.com) e 100 Mb di spazio web. Per accedere al servizio, quindi, è necessario essere in possesso di un account su Gmail.
Non ho ancora avuto modo di testare Google Page Creator, ma secondo questo articolo di html.it, i layout a disposizione degli utenti sono 4, mentre sono 41 le combinazioni di colore possibili. Interessante la funzione di autosave, per evitare che improvvisi blackout di Rete possano causare perdite di dati durante la creazione delle pagine. I contenuti del sito saranno indicizzati automaticamente dal motore di ricerca di Google.
Ancora una volta il gigante americano ha fatto centro.

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23 Febbraio 2006Agcom:
via il sim-lock, ma dopo 18 mesi

       


Alla faccia delle anticipazioni e degli annunci!
L'Agcom, l'Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni, ha ufficialmente introdotto una regolamentazione per il sim-lock (vedi mio post del 21 Febbraio). L'Autorità ha stabilito che dopo "soli" 18 mesi un utente può pretendere lo sblocco gratuito del telefonino. E' possibile anche liberare il telefono dopo 9 mesi, restituendo all'operatore mobile massimo il 50% dello sconto ricevuto sull'acquisto del cellulare. Come si può vedere, le tempistiche per praticare il divorzio sono molto più lunghe di quelle auspicate dalle associazioni dei consumatori e un po' da tutti gli utenti (specialmente quelli di '3').
Non mi pare una normativa illuminata: 18 mesi sono veramente troppi, soprattutto tenendo conto che la vita media di un telefonino si attesta sui 14 mesi (come testimoniato da questo recente articolo del Corriere della Sera sulla "spazzatura cellulare"). Il sim-lock a scadenza è un principio positivo, ma il regolamento varato rischia di limitare i benefici per gli utenti.
Ma, coraggio! Siate positivi: se il vostro telefonino si guastasse prima di poter cambiare operatore mobile, almeno potrete rottamarlo in piena libertà, scegliendo la pattumiera che più vi aggrada.

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22 Febbraio 2006Windows Vista:
8 versioni, pc blindato e qualche backdoor

       


Continuano i rumors su nomi e numero di versioni con le quali sarà commercializzato Windows Vista, il nuovo sistema operativo di Microsoft atteso per fine 2006. Microsoft ha smentito le voci circolate nei giorni scorsi e ha affermato che informazioni ufficiali su Vista saranno diffuse dall'azienda solo nelle prossime settimane. Pare comunque che le versioni saranno 6, più due, destinate ai Paesi dell'Unione Europea, prive di Windows Media player. Una delle novità è Windows Starter 2007, il sistema operativo destinato ai Paesi in via di sviluppo: dovrebbe permettere un numero di utenti e applicazioni concorrenti limitati, ma supportare pienamente la connettività. Per il resto le versioni si differenzieranno in base all'utenza (consumer e business), ai componenti multimediali, a funzionalità di protezione e sicurezza e (anche questa è una novità) in base alla possibilità di accedere a servizi aggiuntivi.




Riguardo a Windows Vista, mi sono andato a rileggere questo articolo di Punto Informatico, che descriveva le preoccupazioni di un esperto di security britannico, circa la "troppa sicurezza" garantita dal nuovo sistema operativo di Microsoft.
Scusate, ma mi viene da ridere. Per anni si è inveito contro Bill Gates e i suoi sistemi operativi, che avevano più buchi di una forma di emmenthal svizzero e ora vogliamo una backdoor su Windows Vista per leggere i dati criptati! E quante persone conosceranno queste backdoor in tutto mondo? Con questo accorgimento, agli inquirenti sarà permesso decifrare i dati solo quando avranno fisicamente tra le mani il pc di qualche sospettato o potranno accedere a informazioni riservate anche attraverso la rete?
Insomma, mi sembra che tutto proceda per il meglio: si va verso un pc blindato tramite sistemi di Trusted Computing in grado di condizionare pesantemente (e non certo in modo positivo) l'attività svolta con il nostro computer e l'unico reale valore aggiunto, la sicurezza, lo mettiamo a rischio con delle backdoor.
Onestamente, stento a trovare un barlume di logica in tutto ciò.

PS: Se desiderate chiarimenti sul Trusted Computing e su come potrebbe incidere sull'utilizzo quotidiano del pc, visitate il blog di Alessandro Bottoni.

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21 Febbraio 2006Sim-lock sui cellulari:
dopo 6 mesi libertà di scheda?

       


Oggi, l'Autorità per le Comunicazioni dovrebbe intervenire sulla questione sim-lock, il meccanismo che lega un telefonino ad un unico operatore mobile. Secondo una notizia Ansa, l'Agcom dovrebbe sancire la durata massima di sei mesi per il sim-lock; al termine di questo periodo gli utenti dovrebbero essere liberi di usare sul proprio cellulare la scheda di altri operatori. Il lucchetto elettronico è stato utilizzato da 3 come mezzo per penetrare efficacemente nel mercato italiano e rendere più oneroso per gli utenti l'abbandono del gestore a favore di Tim, Wind e Vodafone. Secondo alcune associazioni dei consumatori questo provvedimento dovrebbe garantire maggiore concorrenza nel settore della telefonia mobile, anche se molto resta ancora da fare per rendere più snello e veloce il passaggio da un operatore ad un altro.

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21 Febbraio 2006Libero Adsl:
il P2P si gioca in notturna.

       


Adsl e P2P, un fenomeno in irresistibile ascesa. Almeno così pensavano molti utenti di Libero, la connessione a banda larga dell'operatore Wind-Infostrada. Parecchi utenti di questo provider (specie coloro che hanno sottoscritto una linea a 4 Mbit) si stanno lamentando perchè non riescono a utilizzare i programmi per il file sharing. O meglio, evidenziano una netta strozzatura del traffico dati ogni qual volta vengano avviati sul computer software per il P2P: la semplice navigazione su Internet spesso è impossibile. Basta chiudere i programmi incriminati, e la connessione, come d'incanto, torna a viaggiare regolarmente.
Questo ha dato il via a molte ipotesi, tra le quali la presenza di filtri sulle linee gestite da Libero. Per chiarire alcuni aspetti, Libero ha deciso di rispondere ufficialmente alle lamentele degli utenti con questo comunicato, pubblicato sul sito della società.
Occorre dirlo subito: non credo che i sottoscrittori delle offerte Adsl di Libero saranno molto contenti. L'azienda, infatti, ha dichiarato di non bloccare alcun tipo di traffico (tanto meno P2P) ma di privilegiare, attraverso politiche di Qualità del Servizio (QoS), i servizi di navigazione, posta elettronica e VoIP. Inoltre, queste policy sarebbero attive solo nelle ore di punta e non nell'intero arco della giornata.
Questa politica, secondo Libero, è tesa a salvaguardare gli utenti, per permettere loro di accedere ai servizi più comuni in tranquillità:"Pensiamo che sia la politica più equa perché protegge la qualità del servizio per i nostri Clienti quando la maggior parte di loro usa l'ADSL e, allo stesso tempo, consente anche a chi fa uso di software molto 'avidi di banda' di continuare a trasmettere e ricevere senza possibili rallentamenti fuori delle ore di picco". Che mi sembra voglia dire: se proprio dovete usare il P2P, scaricate di notte! Libero spiega anche il perchè sono state implementate queste politiche:"La policy si rende necessaria in particolare per i Clienti la cui linea ADSL non è direttamente collegata alla rete di accesso di Libero e quindi dove i parametri di qualità non sono completamente sotto il nostro controllo. In questi casi, infatti, negli orari di picco (tipicamente nel pomeriggio/sera dei giorni feriali) si possono verificare fenomeni di congestione. Pertanto la policy di QoS non viene applicata ai Clienti che sono collegati direttamente alla rete d'accesso di Libero, sulla quale la banda disponibile è di gran lunga superiore al fabbisogno". Ma, allora perchè Libero non ha detto preventivamente agli utenti Adsl interessati che avrebbero potuto giocare con le applicazioni P2P solo "in notturna"? Beh, la risposta la sapete già ...

PS: Libero non è il solo operatore che pratica restrizioni sul traffico P2P; basta frequentare qualche newsgroup o forum per rendersi conto che il fenomeno riguarda anche altri provider ed è molto esteso (soprattutto tra le flat a 4 Mbit).
Per risolvere il problema, si può solo auspicare la nascita di norme più precise e stringenti che vincolino gli operatori a erogare effettivamente i servizi per i quali gli utenti pagano profumatamente e vietino di usare pubblicità ingannevoli o fuorvianti.
Ri PS: In caso di violazione, le sanzioni previste non devono essere quelle dei puffi!

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20 Febbraio 2006Sony PS3 nel 2006?
Sì, no, forse ...

       


Annunci, annunci e ancora annunci. Se non fosse chiaro, le società oggi si reggono sugli annunci. "Raggiungeremo mirabolanti obiettivi di bilancio", "porteremo il debito entro la cifra X", "lanceremo entro l'anno Y questo prodotto straordinario". Guardiamo il caso Sony e la sua nuova console di gioco, la Playstation 3. "La nuova console uscirà entro primavera 2006", questo il primo, immancabile, annuncio. "Ahi ahi ahi, signora Longari" direbbe Mike Bongiorno. Insomma, manco per niente. L' Investment house Merrill Lynch avrebbe detto ai suoi clienti che la PS3 non sarà venduta in Giappone prima dell'autunno di quest'anno, e che il lancio negli States e in Europa non avverrà probabilmente prima di fine 2006 o addirittura del 2007. Il management di Sony avrebbe smentito catastrofiche ipotesi di rinvio, ma non ha parlato più di arrivo in primavera, ma di 'lancio entro il 2006 della PS3'. Il gigante giapponese ha anche affermato di non aver mai precisato quali Paesi avrebbero avuto il privilegio di avere per primi la PS3 (certo, però, che il fatto che le precedenti console di Sony, nel passato, abbiano esordito sui mercati orientali, può costituire un buon indizio!). Dichiarazioni, insomma ancor più nebulose delle nebbie che dovevano diradare.
Secondo indiscrezioni, uno dei motivi del ritardo sembra sia il mancato completamento del sistema di protezione anti-copia adottato per il formato Blu-Ray (quello che insieme ad HD-Dvd dovrebbe mandare in pensione l'attuale Dvd) della nuova PS3. E sul fronte anti-pirateria c'è da scommetere che Sony profonderà il massimo impegno.
Ultima nota: stando alle stime di società di investimenti, la nuova PS3 costerà al pubblico intorno ai 900 dollari, sensibilmente di più rispetto alla PS2. Vista la cifra, siamo sicuri che non sia meglio un buon Solitario o una partita con il caro vecchio Space Invaders?

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17 Febbraio 2006Tre notizie
per non lasciarvi soli

       

Piccolo post, oggi, perchè sono fuori città.
Date un'occhiata a queste 3 notizie: comunicato dell'associazione Alcei sull'ampliamento dei poteri delle major dell'audiovisivo fornito da un recente decreto legge. Illuminante articolo su Linux e Trusted Computing di Punto Informatico. Infine l'accordo tra CNIPA e Adobe che sancisce il riconoscimento di Adobe PDF quale formato valido per la firma digitale.
Buon fine settimana a tutti.

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16 Febbraio 2006Congresso USA:
favorire la censura in Cina è come collaborare con Hitler

       


Dopo non aver risposto ad una prima convocazione, i delegati di Google, Microsoft, Yahoo e Cisco si sono presentati ieri davanti alla "Committee on International Relations" della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, per rispondere alle domande dei politici americani, preoccupati (alcuni arrabbiati) per la collaborazione offerta dalle aziende statunitensi alla Cina per colpire i dissidenti cinesi e applicare scientificamente la censura.
Il confronto è stato serrato, e le società americane si sono difese sostenendo che non è possibile opporsi alle leggi di un Paese se si vuole far affari con esso (business is business) e hanno auspicato l'intervento diplomatico degli USA affinchè venga tutelata la libertà di informazione sul suolo cinese.
Durissime le repliche di alcuni rappresentanti del Congresso che hanno criticato aspramente l'appoggio tecnologico offerto dai convenuti al Governo di Pechino. Il democratico Tom Lantos, fondatore e copresidente del Congressional Human Rights Caucus, ha accusato le quattro Corporation di "nauseante collaborazione con un regime repressivo". Il suo collega, il repubblicano, Christopher Smith, che presiede la "Human-rights Subcommittee", ha affermato che cooperare con il governo di Pechino per attuare la censura e colpire gli oppositori, equivale ad aver collaborato con Hitler e la Germania nazista durante la seconda guerra mondiale. Non c'è nessuna giustificazione plausibile (tanto meno il vile denaro) che legittimi il sostegno all'oppressione di una dittatura.
A questi link, 1 e 2, potete leggere altri particolari del confronto.
Vedremo se alla dura requisitoria dei politici seguiranno i fatti.

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15 Febbraio 2006Di nuovo on-line
Coolstreaming e Calciolibero

       


Il Gip (giudice per le indagini preliminari) di Milano, Nicola Clivio, ha dissequestrato i due siti Internet Coolstreaming.it e Calciolibero.com, oscurati il 27 Gennaio scorso. Secondo l'accusa, i siti erano rei di aver reso disponibili risorse che permettevano agli utenti di assistere gratis alle partite del Campionato di calcio e di altri eventi sportivi, i cui diritti tv erano detenuti da SKY (1 e 2 sono i miei post precedenti in merito).
Il Gip ha motivato il dissequestro dicendo che il reato è stato effettuato in Cina, non in Italia. Tuttavia il giudice ha anche riconosciuto che i gestori dei due siti hanno provocato un danno a Sky e che i responsabili sono perseguibili in sede civile.
La faccenda non è finita, ma intanto gli indagati possono tirare un sospiro di sollievo: sembrano escluse eventuali azioni penali.
Faccio notare che tv e giornali, non hanno dato alla notizia la stessa rilevanza di qualche giorno fa, quando gli indagati erano stati esposti al pubblico ludibrio. Alcune testate hanno proprio glissato, altre hanno distorto la realtà dei fatti parlando ancora di "segnale rubato a emittenti cinesi".
Anche il quotidiano la Padania si è interessata alla questione; Luca De Maio, l'ideatore di Calciolibero.com, è di Treviolo in provincia di Bergamo, quindi un figlio del Nord:"Per i quotidiani, non per il nostro e per il sito di Beppe Grillo, Luca è un delinquente che ruba le partite e lucra". Grillo entra nella faccenda perchè oltre a essersi apertamente schierato al fianco dei siti incriminati in un post infuocato, dopo essere stato contattato dalla Padania, ha deciso di ospitare Luca in un suo spettacolo a Treviglio; lo ha fatto salire sul palco con lui e gli fatto raccontare la sua triste storia al pubblico presente, il quale al termine ha tributato al ragazzo un'autentica 'standing ovation'. Non è finita: stando al quotidiano, il comico avrebbe promesso al ragazzo un nuovo computer (quello che aveva, gli era stato portato via dalle forze dell'ordine) e di rimborsare le spese legali eventualmente sostenute.
Il dissequestro c'è stato, ora i navigatori italiani vogliono il lieto fine.

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15 Febbraio 2006Ancora censura Web:
i Monopoli di Stato oscurano
i Casinò on-line

       


La scelta odierna ricade ancora sul tema della censura e dei diritti digitali, che, secondo la mia opinione, si appresta a divenire un tema centrale della rete Internet presente e futura.
L'altro ieri è entrato in vigore un decreto dei Monopoli di Stato, che ha reso operativa una disposizione contenuta nella Legge Finanziaria 2006. Il decreto "costituisce il primo passo diretto ad attuare la volontà del Parlamento italiano di bloccare l'accesso telematico agli operatori - privi di concessione o autorizzazione - che offrono, attraverso internet, giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro" (così si è espresso il Direttore Generale di AAMS, l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato).

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14 Febbraio 2006BloB Informatico citato
su Nova (Sole24Ore)

       


Oggi è un giorno importante. Sì, ok, è anche San Valentino: auguri a tutte le coppiette di questo mondo, ma non è per questo che la giornata riveste un'importanza particolare.
Un caro amico, Mario, (lo ringrazio ancora pubblicamente) mi ha inviato questo articolo pubblicato il 9 febbraio scorso su Nova, un inserto del Sole24ore, in cui viene citato questo blog e il sottoscritto. L'articolo riguarda la battaglia per i diritti digitali e la polemica innescata dal sequestro dei siti Coolstreaming.it e Calciolibero.com (vedi mio post).
Anche se, in realtà, si tratta di una piccola citazione, tutto questo mi dà nuovo entusiasmo. L'obiettivo di questo blog è esprimere un parere libero, non banale o volgare, sulle notizie che riguardano il mondo Internet. I vostri commenti, le vostre mail e ora l'articolo su Nova dicono che la strada intrapresa è quella giusta e mi spronano a proseguire questa attività. Invito a contattarmi tutti coloro che hanno suggerimenti da proporre sui contenuti di questo blog o intendono inserire un proprio post (inerente a notizie sulla Rete naturalmente). I vostri contributi saranno sempre benvenuti.
Grazie a tutti voi.

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13 Febbraio 2006Torino 2006: (2)
attacco hacker in salsa di pollo

       


A conferma di ciò che ho scritto nel post precedente, segnalo queste dichiarazioni di Giuseppe Gattino (capo ufficio stampa del Toroc) pubblicate da Repubblica.it:"Una persona ha cercato di creare problemi al nostro sistema informatico ma non ha prodotto danni". E ha aggiunto:"Non c'è stato nessun attacco specifico al nostro sistema informatico. Una persona aveva minacciato di mettere in difficoltà la nostra rete, ma non è stato fatto nulla. Di più non posso dire. Confermo solo che si tratta di una persona che collaborava con una organizzazione impegnata nella manutenzione informatica. E' una vicenda interamente gestita dalla polizia". Repubblica conferma che gli investigatori vogliono capire soprattutto "in che modo l'impiegato sia riuscito a carpire le chiavi di accesso alla rete 'Admin' e le sue operazioni successive" (sicuramente l'aspetto più rilevante dell'incidente).
Insomma, tanto per cambiare allarme sgonfiato e notizia ridimensionata. A meno che lo sforzo del Toroc di minimizzare l'accaduto, non sia una strategia per nascondere qualche leggerezza nella gestione delle credenziali d'accesso della Rete olimpica. Con il mondo intero che ci guarda, non sarebbe proprio una bella figura.

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13 Febbraio 2006Torino 2006:
attacco hacker in salsa di pollo

       


Alcune agenzie di stampa hanno annunciato poco fa che la Polizia Postale ha sventato un possibile attacco informatico al Toroc, l'Ente gestore delle Olimpiadi Invernali Torino 2006. In realtà l'attacco vero e proprio non c'è stato. Pare infatti che un impiegato di una società impegnata nella manutenzione delle risorse hardware e software del Comitato Organizzatore sia prima riuscito a ottenere illecitamente le credenziali di accesso (cioè utente e password) alla rete "Admin" (il sistema di gestione) del Toroc; poi, abbia cercato di assegnare a se stesso "privilegi non consentiti - spiegano gli investigatori - verosimilmente per effettuare azioni dimostrative o veri e propri danneggiamenti dei sistemi informativi del comitato organizzatore". L'ormai "ex impiegato" è stato denunciato a piede libero.
Ho già visto su Internet titoli tipo "Attacco hacker a Torino 2006!", ma mi sembra che qui non ci sia nessun hacker e che tutto sommato di rischi reali le Olimpiadi ne abbiano corsi pochi. Si è trattato solo di un pollacchione che è stato preso al volo dalle forze dell'ordine. Penso siano capaci tutti a fare gli hacker avendo a disposizione account amministrativi. Ecco forse il punto che andrebbe chiarito è proprio come ha ottenuto queste informazioni, se cioè ci ha messo del suo, ravanando tra i file dei computer del Toroc, o se li ha semplicemente lette su un foglietto lasciato in bella vista da qualche Sys Admin. Visti i provvedimenti giudiziari presi nei suoi confronti (denuncia a piede libero e non arresto) non credo che gli inquirenti lo abbiano giudicato persona pericolosa, e questo rafforza l'ipotesi di un pollacchione che si è prestato, suo malgrado, a testare le misure per la sicurezza informatica prese dalla Polizia Postale per proteggere l'integrità dei sistemi informativi delle Olimpiadi invernali 2006.

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10 Febbraio 2006Windows OneCare Live:
la sicurezza secondo Microsoft

       


Ci siamo! A quasi un anno dai primi rumors, Microsoft scende ufficialmente in campo con una sua piattaforma di sicurezza per i personal computer. Il software della casa di Redmond si chiama Windows OneCare Live e svolge tutte le funzionalità principali per mantenere il pc in buono stato . Per quanto riguarda la sicurezza in senso stretto, OneCare mette a disposizione un firewall e un antivirus. Il nuovo firewall è in grado di controllare sia il traffico in ingresso che quello in uscita (funzione attualmente non implementata in XP). In più, come la maggior parte dei tool in commercio, gestisce anche i permessi di accesso a Internet a livello applicazione, permettendo o meno ai software installati sul computer, di inviare dati sulla rete (operazione svolta da molti programmi all'insaputa dell'utente). L'antivirus, vera novità per Microsoft, è aggiornabile automaticamente, consente di effettuare la scansione di singoli file e directory e (novità) permette di monitorare le azioni dei singoli file. Nell'esempio di Microsoft, se un file 'jpg' (cioè un'immagine) presente sul pc, tentasse di fare qualcosa di insolito, come creare una connessione a Internet, Windows OneCare bloccherà l'azione provata dal file.
A completamento delle attività di protezione del pc, la nuova applicazione Microsoft integra funzioni avanzate per il backup di file (automazione e pianificazione dei backup, full backup e backup incrementali su Cd, Dvd o dischi esterni). Naturalmente sono possibili anche le relative operazioni di riprisino (Restore) dei file salvati.
Le altre funzionalità di Windows OneCare sovrintendono alla corretta manutenzione e alla salvaguardia delle perfomance del pc. Un programma automatico, "Tune-Up", mensilmente si prende cura di verificare e, se necessario, intervenire sullo stato di deframmentazione dei dischi. Sempre lo stesso programma gestisce anche la "pulizia dei dischi", e permette di trovare e cancellare in automatico file obsoleti o non necessari (esempio: vecchi log di sistema e file o directory temporanee). Tune-Up conduce anche una completa scansione antivirus sul pc e verifica che siano installati gli ultimi aggiornamenti software e di sicurezza del sistema operativo. Infine, controlla e notifica all'utente se è necessario effetture il backup di file nuovi o modificati (sulla base di una precedente pianificazione).
OneCare, stando al comunicato di Microsoft, dovrebbe anche permettere agli utenti di contattare direttamente il supporto della società americana via e-mail, telefono o chat, senza il pagamento di canoni aggiuntivi.
Per quanto concerne i requisiti di sistema, OneCare può essere installato solo su macchine con Windows XP-sp2 e richiede ben 550 MB di spazio disco disponibile. Vista l'importanza dell'interattività con Microsoft, è fondamentale essere dotati di connessione ad Internet, meglio (indispensabile?) se a banda larga. Per l'installazione, come sempre, l'utente deve avere i permessi amministrativi sul sistema in uso.
Veniamo a tempi e conquibus. Windows OneCare è disponibile attualmente in versione Beta e può essere scaricato solo da utenti americani.
Sarà distribuito "Urbi et Orbi" a giugno 2006 e l'abbonamento annuale (senza gli aggiornamenti questo software è inutile!) costerà la bruttezza di 49,95 dollari, anche se la licenza acquistata si potrà installare su 3 computer diversi.
Microsoft ha deciso che è sul fronte "Live" che i 'vendor' si giocheranno la prossima partita sulla security. Sembra che Symantec, con la nuova piattaforma Genesis, si stia muovendo nella stessa direzione. I prezzi del software non sono da discount e convincere gli utenti consumer a sborsare soldi per la propria sicurezza, non è certo agevole. Il sofware è orientato chiaramente a utenti (e sono tanti!) che hanno poca dimestichezza con il computer e che necessitano di un aiuto automatico e trasparente nella gestione del sistema. Bill Gates e i suoi collaboratori sono fiduciosi. Staremo a vedere.

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09 Febbraio 2006Risultati primi tempi:
in Francia P2P - Major 1 a 0

       

Si potebbe dire P2P alla riscossa! Secondo stime recenti, sarebbero almeno 10 milioni gli utilizzatori del file-sharing nel mondo, dei quali 7 milioni statunitensi. E il 60% del traffico Internet viaggia sulle ali del peer-to-peer. Numeri che non fanno certo piacere alle Major, che ora hanno anche altri motivi per preoccuparsi.
Una sentenza di un tribunale francese ha assolto in primo grado uno scaricatore folle di brani musicali (sembra oltre 1200) con la motivazione che non aveva lucrato sulla sua attività e aveva usato i file a titolo personale, quindi in modo legale. La società che deteneva i diritti d'autore e che aveva denunciato l'illecito (la Société Civile de Producteurs Phonographique) ricorrerà in appello, ma l'Association Des Audionautes, che ha contribuito a sostenere la difesa dell'imputato è fiduciosa sull'esito positivo del processo, per gli orientamenti espressi in altre sentenze dai magistrati francesi.
Ma non è tutto. Il governo francese sta lavorando da dicembre 2005, ad una legge per regolamentare il P2P. All'inizio era stata fatta l'ipotesi di legalizzare il P2P per uso personale (sembra che si parli di stupefacenti!). Poi c'era stata una parziale marcia indietro, ed era stato ipotizzato di rivedere le regole del DRM (Digital Rights Management). Questo per consentire agli utenti di effettuare un numero limitato di copie dei CD e DVD acquistati, da usare, però, solo in ambito familiare. Per chi avesse scaricato dalla Rete musica e film per uso personale erano stati previsti prima dei richiami (attraverso e-mail e posta ordinaria) e poi, in caso di recidività, sanzioni amministrative (multe insomma) da 300 a 1500 euro. I trasgressori per fini di lucro, invece, avrebbero rischiato fino a 3 anni di carcere e fino a 300 mila euro di multa.
Qualche giorno fa, nuovo colpo di scena: l'ultima proposta di legge transalpina prevede l'istituzione di un canone mensile (una sorta di pagamento forfettario aggiuntivo rispetto alle bollette per la connettività) con il quale gli utenti possono acquistare il diritto di scaricare qualsiasi cosa (il Paese dei balocchi!!!).
Risultato: le associazioni dei consumatori hanno esultato (angel). Le Major non l'hanno presa bene (devil) e hanno annunciato battaglia. Quello francese per loro potrebbe costituire un precedente pericoloso, in grado di rendere vani tutti gli sforzi fatti per debellare la piaga (per le loro tasche) del file-sharing.
Le decisioni definitive del governo francese sono attese a breve. Il popolo di Internet spera ...

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09 Febbraio 2006Vinton Cerf
parla della "Network Neutrality"

       

V. Cerf presso la "U.S. Senate Committee
on Commerce, Science and Transportation"
(Foto: Reuters)


Riguardo la notizia precedente, vista la statura del personaggio, ritengo opportuno riportare uno stralcio dell'intervento di Vinton Cerf (uno dei padri del Tcp/IP e attualmente Vice Presidente di Google) presso la Commissione del Senato americano per il Commercio, le Scienze e i Trasporti riguardo la faccenda "Network neutrality".
Cerf ha affermato che per effettuare una connessione "essenzialmente entrambe le estremità pagano per accedere ad Internet, e così i fornitori di accesso vengono pagati dagli utenti di ciascun estremo". E ha proseguito:"La mia grande preoccupazione è che gli 'access provider' desiderino improvvisamente generare una strada a pagamento, per limitare la capacità dei clienti di ottenere l'accesso ai servizi di loro scelta, anche se questi hanno pagato prima di tutto per l'accesso alla rete". "Dobbiamo conservare la neutralità in questo sistema - ha aggiunto - per permettere di creare nuovi Googles nel mondo, nuovi Yahoos e nuovi Amazons".
Certo, Cerf, come stipendiato di Google, ha formulato un parere di parte contro la possibilità, voluta dalle TelCo, di vendere linee Internet privilegiate a pagamento, dove far transitare dati per servizi di qualità; tuttavia, nel suo intervento si è giustamente espresso per la salvaguardia dei diritti degli utenti (che già pagano!), e ha sottolineato come i comportamenti non neutrali da parte delle "Cable Company" possano impedire la nascita e lo sviluppo di nuove grandi società in grado di cogliere nuove opportunità di business.

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08 Febbraio 2006Negli States
Internet Company contro le TelCo

       


C'è una nuova questione che si sta affacciando negli Stati Uniti e che, tra qualche anno-luce, potrebbe sbarcare anche in Europa. I provider e le compagnie di telecomunicazione americane vorrebbero avere la facoltà di dare la priorità a un certo tipo di traffico dati e spingere le grosse compagnie Internet a passare su queste nuove strade telematiche, a pagamento naturalmente. Di questa cosetta si sta occupando la Commissione del Senato americano per il Commercio, la Scienza e i Trasporti.
Grandi aziende come Amazon, eBay, Google e Microsoft si oppongono fortemente a questo progetto, e stanno cercando di spingere i membri del Congresso a promuovere una bozza di legge per la così detta "network neutrality". I provider certo non vedono di buon occhio una legislazione che impedisca loro di avere il pieno controllo delle reti e ribattono che questa filosofia basata sulla priorità del traffico, consentirebbe alle società che sviluppano servizi su Internet di garantire un servizio migliore per tutti i loro clienti. Insistono che non si tratterebbe alla fine di una nuova autostrada, ma solo una quinta corsia superveloce (beati loro che c'hanno le autostrade a quattro corsie!) e che tutto questo non sarebbe penalizzante per il resto del traffico. L'esempio che portano, è che se la compagnia "X" fornisce servizi video in streaming attraverso Internet, il fatto di far transitare questi dati su linee privilegiate sarebbe una garanzia di qualità ed eviterebbe preoccupazioni derivanti dalla congestione del traffico.
Alcuni esperti temono che questi costi aggiuntivi applicati dai provider, verranno scaricati interamente sui consumatori finali, perchè comporterebbero un aumento delle spese per le aziende che erogano i servizi. Ma, le "Broadband Comapany" non sono d'accordo neanche su questo: affermano che applicare regole di priorità, permetterebbe, ad esempio, agli utenti di utilizzare certe applicazioni o scaricare determinati contenuti con un Adsl a 2 Mbit, senza dover acquistare una linea a 4 Mbit, raddoppiando la spesa. E in sostanza, con queste ragioni, chiedono ai legislatori americani di non creare leggi ad hoc per la neutralità delle reti, prima che siano stati individuati dei problemi concreti.
Sono state, però, sollevate altre obiezioni, non di secondo piano, da diverse società americane. La priorità del traffico potrebbe permettere accordi sottobanco tra le società di telecomunicazioni e fornitori di servizi per far fuori qualche concorrente scomodo, rendendo il suo traffico molto lento (es: Yahoo vs Google). In più le telco avrebbero la facoltà di penalizzare i servizi VoIP di altre società, scoraggiandone di fatto l'uso ai propri utenti. L'accusa da parte di Vonage (noto VoIP Service Provider) per le compagnie di telecomunicazione è di voler creare una necessità dove non c'è, per poter aumentare i prezzi ai consumatori. (Fonte: News.com)
Dovrei fare un commento a tutto ciò? Beh, penso che, per questa volta, mi asterrò …
D'altronde, per adesso, in Italia, ci sono altre priorità (prima di creare le corsie speciali, bisogna portare nelle case di tutti la banda larga normale).

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07 Febbraio 2006Angolo Informatico:
sono disponibili gli articoli pubblicati il 2 Febbraio

       

Al solito link, cioè tra gli Articoli, potete leggere ciò che è stato pubblicato sul Corriere del Trentino giovedì scorso, 2 Febbraio.
L'occhio de "L'Angolo Informatico" stavolta si è concentrato su alcune notizie provenienti dal CNIPA, il Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione.
Come sempre, vi auguro buona lettura.

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06 Febbraio 2006IBM news:
nuovo chip wireless da 600 Mbit

       


Il nuovo chip wireless (Foto IBM)


Molto interessante l'ultimo annuncio di IBM: l'azienda americana avrebbe messo a punto un chip che permette di trasferire molto velocemente i dati attraverso reti wireless. Wi-Fi e Wi-MAX stavolta non c'entrano nulla. Il chip offrirà una soluzione innovativa per il trasporto dati su brevi distanze, cioè per le reti WPAN (Wireless Personal Area Network). Una delle tecnologie WPAN utilizzate in questo momento è il Bluetooth, ma è lenta e si presta solo ad alcuni usi. IBM ha affermato che il chip permetterà di scambiare dati a oltre 600 Megabit/secondo (per dare un'idea, l'Usb 2.0, con l'uso di cavi, raggiunge attualmente 480 Mbit/sec ). L'obiettivo della casa americana è raggiungere la ragguardevole velocità di 1,5 Gigabit/secondo. Il chip è destinato ad equipaggiare Player Dvd, televisori, hi-fi, macchine fotografiche, pc, palmari, cellulari ecc., e consentire, ad esempio, di trasferire su video i filmati in alta definizione o di sincronizzare i dati tra notebook e palmare, senza l'ausilio di cavi. Quando il chip sarà operativo, insomma, potemmo liberare i nostri salotti dall'invasione dei fili.
Il chip di IBM, è piccolo, dotato di antenna integrata e lavora sulle frequenze comprese tra i 30 e i 300 Ghz, banda usata principalmente dalle forze militari a causa dell'alto costo delle apparecchiature in grado di supportare questo segnale. Una delle sfide di IBM è stata proprio quella di produrre il chip a basso costo per renderlo disponibile al mercato consumer.
Speriamo che non sia il solito annuncio "su carta" e di vedere presto risultati concreti.

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03 Febbraio 2006Kamasutra,
il virus del mal di testa

       


Basta! Non ce la faccio più a vedere queste stupide notizie sui virus via mail! Allarmi sui telegiornali da Terza Guerra Mondiale:"Attenti a Kamasutra! Il terzo giorno del mese entra nei vostri computer, cancella tutto, permette agli hacker di agire indisturbati, guarda sotto la gonna di vostra moglie e diffonde l'influenza aviaria". Invece di diffondere notizie terroristiche, bisogna spiegare agli utenti le regole per una sana navigazione quotidiana e insegnare loro a guardare le estensioni degli allegati di posta elettronica. Non è certo con il sensazionalismo che si risolvono i problemi.
Un accenno ad una questione nota: ma come si chiama in realtà questo virus? Boh ... Ogni software house, come sempre, ha scelto una denominazione diversa: MyWife, Grew.A, W32/Nyxem, Email-Worm.Win32.VB.bi, Blackmal.E . Il risultato è un gran mal di testa per gli utenti infettati, con stati d'ansia e conseguenti attacchi di panico.
Ecco, questo è il vero virus che si diffonde.

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02 Febbraio 2006Tutte le novità di IE7 beta2.

       


Sono stato ampiamente rimproverato da qualcuno di voi per non aver ancora pubblicato il post di oggi. D'accordo…
Ecco qua la beta2 di Internet Explorer7. Dov'è la novità? La news è che Microsoft oltre a rendere note le features della sua nuova creatura, l'ha anche resa disponibile per il download. L'installazione, al momento, è possibile solo su pc con sistema operativo Windows XP - Service Pack 2, ma presto arriveranno le versioni per Windows Vista, XP a 64bit e Windows Server 2003. Tra le novità rilevanti, Explorer7 presenta i tab per la navigazione, una interfaccia evoluta e il supporto e la gestione dei feed RSS (finalmente!). E' stato implementato inoltre il supporto nativo alle applicazioni scritte in Ajax (Asynchronous JavaScript and Xml) che in Explorer6 venivano gestite via ActiveX. Particolare attenzione è stata dedicata alla sicurezza, tallone d'Achille storico del browser Microsoft: è stata inserita una protezione anti-phishing basata su black-list, un meccanismo migliorato (speriamo!) per accettare o rifiutare l'esecuzione di ActiveX e la possibilità di eliminare con un solo click le tracce della navigazione, compresi i dati sensibili come user e password.
Un paio di cosette interessanti saranno disponibili solo sulla versione di Explorer7 installata su Windows Vista. La prima è il "Protected Mode", che dovrebbe impedire agli hacker durante la normale navigazione di manipolare i file di sistema di Windows o di scrivere sul disco; l'unica directory accessibile sarà la directory che contiene i file temporanei di Explorer. La seconda è il Parental Control.
Sembra anche che l'ultimo browser di Bill Gates aderirà maggiormente alle specifiche per il supporto dello standard CSS. Me lo auguro di cuore, visto quello che ho passato quando ho messo in piedi questo sito!
Chi volesse cimentarsi può scaricare da questo link la beta di Explorer7. Microsoft sconsiglia l'installazione in ambienti di produzione, quindi occhio a non fare casini! Il documento che elenca tutte le nuove funzionalità invece lo potete prendere qui.
Concludo con un quesito: basterà tutto questo ad arrestare l'avanzata di Firefox e Opera?

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01 Febbraio 2006Il P2P si fa strada tra le major

       


L'industria cinematografica prova nuove soluzioni contro la pirateria audiovisiva. La tecnica usata questa volta non prevede nè dununcie contro gli utenti truffaldini, nè l'uso di tecnologie speciali per la protezione dei film in Dvd. Warner Bros, colosso del settore, cercherà semplicemente di battere i pirati sul tempo: grazie alla sua nuova piattaforma, In2Movies, attraverso l'uso del P2P, porterà i film e le serie televisive nelle case degli utenti (per ora solo in Germania, Austria e Svizzera) contemporaneamente all'uscita sul mercato dei prodotti cinematografici. Insomma, si potrà vedere a casa, in qualità Dvd, lo stesso film distribuito in quel momento nelle videoteche. Il P2P di Warner si baserà sull'utilizzo di un software proprietario (GNAB) e i contenuti saranno protetti da un sistema DRM (Digital Right Management). Dunque la Warner ha deciso di combattere la pirateria con le stesse armi che hanno decretato il successo delle attività pirata: peer-to peer e velocità di distribuzione. Chissà se riuscirà a battere i downloaders anche sulla gratuità del servizio!

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Articoli

03 02 2006 09:00L'Angolo Informatico

A questo link trovate alcuni articoli che ho pubblicato sul Corriere del Trentino. continua a leggere

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