16 Febbraio 2006Congresso USA:
favorire la censura in Cina è come collaborare con Hitler
  
    

Dopo non aver risposto ad una prima convocazione, i delegati di Google, Microsoft, Yahoo e Cisco si sono presentati ieri davanti alla "Committee on International Relations" della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, per rispondere alle domande dei politici americani, preoccupati (alcuni arrabbiati) per la collaborazione offerta dalle aziende statunitensi alla Cina per colpire i dissidenti cinesi e applicare scientificamente la censura.
Il confronto è stato serrato, e le società americane si sono difese sostenendo che non è possibile opporsi alle leggi di un Paese se si vuole far affari con esso (business is business) e hanno auspicato l'intervento diplomatico degli USA affinchè venga tutelata la libertà di informazione sul suolo cinese.
Durissime le repliche di alcuni rappresentanti del Congresso che hanno criticato aspramente l'appoggio tecnologico offerto dai convenuti al Governo di Pechino. Il democratico Tom Lantos, fondatore e copresidente del Congressional Human Rights Caucus, ha accusato le quattro Corporation di "nauseante collaborazione con un regime repressivo". Il suo collega, il repubblicano, Christopher Smith, che presiede la "Human-rights Subcommittee", ha affermato che cooperare con il governo di Pechino per attuare la censura e colpire gli oppositori, equivale ad aver collaborato con Hitler e la Germania nazista durante la seconda guerra mondiale. Non c'è nessuna giustificazione plausibile (tanto meno il vile denaro) che legittimi il sostegno all'oppressione di una dittatura.
A questi link, 1 e 2, potete leggere altri particolari del confronto.
Vedremo se alla dura requisitoria dei politici seguiranno i fatti.
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