BloB Informatico - Il blog di Marco Cipriani


Il Garante per la Privacy
scrive a Google
- 14 Aprile 2006

Il Garante per la Privacy ha scritto a Google USA "invitando la società ad individuare possibili soluzioni per risolvere il problema della permanenza in rete di informazioni personali che restano consultabili e sono a volte predominanti nei risultati della ricerca, malgrado siano state corrette, perché superate o non più rispondenti alla realtà dei fatti, presso i "siti web sorgente" dai quali le pagine sono state estratte".
La decisione di inviare la lettera è maturata dopo che una cittadina italiana aveva trovato sul motore di ricerca informazioni su un procedimento penale nei suoi confronti, circa reati per i quali era stata assolta (la cache di Google ha la memoria lunga!).
Poichè la sede italiana di Google, interogata sull'episodio, ha affermato di non poter operare senza l'avallo della casa madre, il Garante ha deciso di scrivere direttamente alla sede americana.
Qualcosa si è già mosso e "il responsabile privacy di Google Europa ha già espresso la sua disponibilità ad un incontro presso il Garante che si svolgerà nei primi giorni di maggio".
Altri particolari sono disponibili qui.


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