Germania:
dura legge anti-P2P - 28 Marzo 2006
E' proprio vero: al peggio non c'è mai fine.
In Germania, dal 2007, 2 anni di galera a chi scarica illegalmente qualsiasi cosa (musica o film) che diventano 5 se ciò avviene con fini di lucro. "In Germania scaricare illegalmente è rubare" ha titolato ieri Punto Informatico, mettendo l'accento sul pensiero centrale che ha ispirato la nuova legge tedesca.
A confronto le leggi appena varate in Francia diventano quasi liberali (se si eccettuano le norme che riguardano i produttori di software P2P), visto che chi vìola il diritto di autore nel Paese transalpino rischia solo sanzioni amministrative, cioè multe da 38 a 150 euro (rispettivamente per chi scarica i contenuti e chi li pone in condivisione).
Un fatto curioso: dopo aver affermato che la legge era necessaria per fermare l'emorragia che stava dissanguando il mercato discografico teutonico (si parla di 439 milioni di Cd pirata) il ministro della giustizia tedesco, Brigitte Zypries, avrebbe detto (vedi Repubblica.it) che non intende far finire in carcere gli adolescenti pirati (anche se si sa, sono proprio i ragazzi i maggiori fruitori di contenuti scaricati via P2P). Una botta al cerchio e una alla botte insomma, anche per placare le polemiche innescate dalle associazioni dei consumatori locali, preoccupate che le sanzioni penali possano abbattersi su milioni di famiglie tedesche a causa di qualche innocente mp3 scaricato dai giovanissimi di turno.
Ma allora perchè non depenalizzare il reato? Boh! Mistero ... d'altronde le dichiarazioni del ministro tedesco ricordano quelle rilasciate dalle autorità italiane dopo l'approvazione della legge Urbani.
La vite si stringe sempre più in Europa ed è comprensibile che l'attenzione delle major si stia concentrando sul Vecchio Continente. Secondo il DSL Forum, il 34% delle linee DSL attivate nel mondo sono localizzate all'interno dei Paesi UE (16,7 milioni nuovi utenti solo nel 2005 ). Più Banda Larga vuol dire più P2P e le major vogliono assolutamente spezzare questo legame che molti internauti reputano indissolubile.
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