Filtri e sequestri: è questo il Web prossimo venturo? - 30 Gennaio 2006 La storia del sequestro dei siti di Coolstreaming e Calciolibero sta suscitando un vespaio tra tutti gli utenti Internet italiani. Quelli più affezionati al calcio temono di perdere la possibilità di vedere le partite a sbafo; qualcun altro, con l'occhio un po' più attento, analizza, come piccoli mattoni, le notizie di questi giorni, le mette in relazione e stila un'analisi.
Facciamo finta che io sia uno di quelli attenti (chi mi conosce per favore non rida!), cosa dovrei pensare di ciò che sta accadendo?
Dunque, ci siamo. Anche da noi si inizierà a nascondere e filtrare. Facciamo un po' di prove con le partite di calcio, poi si vedrà come proseguire il controllo di Internet. Il tutto, naturalmente, con la faccia pulita della legalità e della ragione.
E' vero, a differenza degli Stati in cui imperano le dittature, nei Paesi occidentali le malefatte, anche se perpetrate da persone potenti, vengono portate alla luce e rese pubbliche grazie alla libertà di parola e di informazione; ma abbiamo ancora la possibilità di opporci concretamente a questi soprusi? O passa tutto sopra le nostre teste? Non dimentichiamolo: spesso i regimi hanno affermato il proprio predominio con la politica dei piccoli passi, tra l'indifferenza e l'impotenza generale. E, in questa chiave di lettura, ciò che sta per essere fatto dai provider può costituire un precedente con conseguenze nefaste.
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