BloB Informatico - Il blog di Marco Cipriani

Filtri e sequestri: è questo il Web prossimo venturo? - 30 Gennaio 2006

La storia del sequestro dei siti di Coolstreaming e Calciolibero sta suscitando un vespaio tra tutti gli utenti Internet italiani. Quelli più affezionati al calcio temono di perdere la possibilità di vedere le partite a sbafo; qualcun altro, con l'occhio un po' più attento, analizza, come piccoli mattoni, le notizie di questi giorni, le mette in relazione e stila un'analisi.
Facciamo finta che io sia uno di quelli attenti (chi mi conosce per favore non rida!), cosa dovrei pensare di ciò che sta accadendo?

Mentre il governo americano rivendica il rispetto dei diritti umani in Cina, Yahoo ha fornito al governo cinese le informazioni necessarie a identificare un giornalista che diffondeva notizie riguardo la censura mediatica applicata nel suo Paese. Microsoft, su pressioni di Pechino, ha chiuso un blog pubblicato sul proprio dominio da Zhao Jing, perchè i post pubblicati violavano le leggi cinesi (sempre molto democratiche in tema di informazione). Anche Google (Tu quoque Brute fili mi!) si è piegata alle ragioni del dollaro e ha offerto alla Cina un motore di ricerca castrato dei termini ritenuti imbarazzanti da Pechino. In Italia forze oscure (nemmeno tanto) si adoperano per bloccare siti, non perchè violano la legge (almeno secondo le informazioni divulgate dai media), ma perchè rendono noti a tutti i sistemi per assistere gratuitamente agli eventi sportivi. E siccome non se la possono prendere con chi diffonde lo streaming (i cinesi appunto), intanto denunciano e sequestrano chi possono, ma soprattutto prendono tempo, in attesa che i provider nazionali filtrino a monte gli indirizzi IP dei server che propagano i contenuti incriminati. Questa, infatti, è la novità dell'ultima ora, diffusa da Punto Informatico.
Dunque, ci siamo. Anche da noi si inizierà a nascondere e filtrare. Facciamo un po' di prove con le partite di calcio, poi si vedrà come proseguire il controllo di Internet. Il tutto, naturalmente, con la faccia pulita della legalità e della ragione.
E' vero, a differenza degli Stati in cui imperano le dittature, nei Paesi occidentali le malefatte, anche se perpetrate da persone potenti, vengono portate alla luce e rese pubbliche grazie alla libertà di parola e di informazione; ma abbiamo ancora la possibilità di opporci concretamente a questi soprusi? O passa tutto sopra le nostre teste? Non dimentichiamolo: spesso i regimi hanno affermato il proprio predominio con la politica dei piccoli passi, tra l'indifferenza e l'impotenza generale. E, in questa chiave di lettura, ciò che sta per essere fatto dai provider può costituire un precedente con conseguenze nefaste.

http://pulitzer.altervista.org/pivot/entry.php?id=37