22 Febbraio 2007
WiMAX a 1 gigabit nel 2009
  
    
L'IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers) starebbe lavorando ad una nuova versione dello standard WiMAX, 802.16m, che permetterebbe il trasferimento dati fino a un gigabit/sec. Lo riporta oggi Punto Informatico:
"Velocità - e retro-compatibilità con gli apparati 802.16 già esistenti - saranno le caratteristiche del nuovo standard che, come assicurato dallo IEEE, sarà più mobile che mai in quanto compatibile con i requisiti fissati dall'ITU (International elecommunication Union, ndr) per la tecnologia 4G.
Non è difficile capire i possibili impieghi di banda così tanto larga: il target è la sempre più inseguita convergenza tra la omunicazione IP (leggibile anche come VoIP) e le sempre più numerose applicazioni multimediali audio/video e via discorrendo. Molti analisti esprimono un cauto scetticismo, dovuto alle difficoltà connesse al dichiarato obiettivo di retro-compatibilità.
L'IEEE ritiene comunque di essere in grado di ultimare lo sviluppo del nuovo standard entro la fine del 2009".
La notizia è sicuramente interessante, anche se penso sia inutile farsi troppe illusioni: l'802.16m non troverà applicazione Italia se non tra molti anni. Per rendersene conto basta analizzare l'attuale situazione.
- In Italia, dopo mille peripezie e in ritardo rispetto agli altri Paesi europei, a giugno dovrebbe uscire il bando per assegnare le prime licenze per il WiMAX "fisso" (802.16d), ma saranno resi disponibili soli 70 Mhz (35+35). Non verrano sfruttati tutti i canali disponibili per il WiMAX e la banda di cui potranno usufruire i singoli utenti sarà sicuramente limitata. Nella migliore delle ipotesi da noi le prime reti WiMAX non saranno pronte prima di autunno 2007 - inizio 2008.
- Le telco impegnate nella telefonia mobile che detengono licenze UMTS vedono il WiMAX "mobile" (802.16e) come il fumo negli occhi. Temono di non riuscire a rientrare degli investimenti fatti (in particolare dei costi miliardari sostenuti per l'acquisto delle licenze per il 3G), poichè l'introduzione su vasta scala di questa tecnologia potrebbe permettere l'ingresso (a basso costo) di nuovi concorrenti agguerriti, in grado di erogare servizi dati e voce (tramite VoIP). Per questo cercheranno di ritardarne o di limitarne l'introduzione in tutti i modi. Inoltre la fase di sperimentazione del WiMAX in Italia ha riguardato solo il tipo "fisso" ed è probabile che prima di introdurre lo tecnologia verrà avviata una fase analoga anche per il "mobile". I tempi per implementare reti basate dell'802.11e nel nostro Paese non sono dunque pronosticabili.
E alla luce di quanto detto, non credo proprio che il nuovo standard 802.16m troverà meno ostacoli dei suoi predecessori. In più il termine fissato dall'IEEE per lo sviluppo dello standard (fine 2009) non è certo dietro l'angolo: chissà quante ne vedremo prima di allora.
Tags: wimax wireless telecomunicazioni
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