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20 Aprile 2006
Cina: un altro dissidente
condannato con l'aiuto di Yahoo!

       

Proprio nel giorno in cui le televisioni di tutto il mondo mostrano i salamelecchi tra gli esponenti di spicco dell'industria americana (Bill Gates in testa) e il presidente cinese Hu Jintao, in visita ufficiale negli Stati Uniti, Repoters Sans Frontières porta alla luce l'ennesima collaborazione di Yahoo! con il governo di Pechino, che è costata la condanna a quattro anni di carcere a Jian Lijun, un dissidente cinese, colpevole di aver diffuso online idee "sovversive".
Salgono a tre a questo punto i casi di comprovata complicità dell'Internet Company americana in processi contro oppositori del regime cinese.
Le passate convocazioni presso il Congresso USA dei dirigenti di Yahoo!, Google e Microsoft e Cisco per ottenere spiegazioni ed evitare altri eventi simili si sono concluse con semplici bacchettate sulle dita per i quattro giganti, che si sono difesi dicendo che loro fanno business, e quindi devono rispettare le leggi vigenti nei Paesi in cui operano: esiste un problema politico su cui non possono intervenire e del quale deve farsi carico il governo americano.
Morale della favola, aldilà di roboanti accuse e parole pesanti dei membri del Congresso, non è stato fatto assolutamente nulla. Anzi forse l'autentico risultato traspariva ieri dalle immagini tv: tappeti rossi e luci sfavillanti per il presidente cinese. D'altronde, che volete che siano 4 anni di carcere a un Pinco Pallino qualsiasi di fronte alla prospettiva di un miliardo e mezzo di potenziali clienti per le company americane (per fare un esempio, gli ultimi accordi commerciali con i produttori hardware cinesi frutteranno a Microsoft 1,5 miliardi di dollari all'anno).
Per tirare fuori il trascurabile problema dei diritti umani c'è sempre tempo ...

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